Nel mondo dell’arte e della finanza, i nomi che solitamente dominano le cronache sono quelli di magnati, collezionisti e geni creativi umani. Tuttavia, negli ultimi anni, una figura insolita ha scosso le fondamenta del mercato artistico internazionale, vendendo opere per cifre che molti pittori professionisti possono solo sognare. Stiamo parlando di Pigcasso, una scrofa sudafricana che, armata di pennello e di un talento istintivo per l’espressionismo astratto, è diventata ufficialmente il maiale più ricco del mondo. Ma la sua non è solo una storia di soldi e successo; è un racconto di riscatto, attivismo e di come il confine tra creatività umana e animale stia diventando sempre più sottile.
In questo articolo esploreremo l’incredibile vita di Pigcasso, dalla sua drammatica salvezza dal macello fino alle mostre nelle gallerie più prestigiose. Ma non ci fermeremo qui. Il mondo è popolato da altre eroine animali milionarie e pet che hanno ereditato fortune colossali, come il celebre pastore tedesco Gunther IV o la gatta Choupette, musa di Karl Lagerfeld. Attraverso queste storie, analizzeremo il fenomeno degli animali milionari, cercando di capire cosa spinga gli esseri umani a investire fortune in creature a quattro zampe e quale sia l’impatto reale di queste ricchezze sulla salvaguardia dei diritti degli animali.
Pigcasso e la rivoluzione dell’arte suina
La storia di Pigcasso inizia nel 2016 in un grigio allevamento intensivo del Sudafrica. Destinata a diventare carne da macello, la piccola scrofa fu salvata in extremis dall’attivista Joanne Lefson, che la portò nel suo rifugio, la Farm Sanctuary SA. Fu qui che avvenne l’inaspettato: notando l’interesse dell’animale per alcuni pennelli lasciati nella stalla, Lefson decise di assecondare quella che sembrava una curiosità passeggera. In breve tempo, Pigcasso imparò a intingere il pennello nel colore e a stenderlo sulla tela con movimenti decisi, armoniosi e sorprendentemente complessi. La sua tecnica, che prevede l’uso di un pennello su misura e vernici atossiche, ha affascinato critici d’arte e curiosi di tutto il mondo. Quello che era iniziato come un semplice gioco di arricchimento ambientale si trasformò rapidamente in un fenomeno mediatico e commerciale globale, con collezionisti internazionali disposti a partecipare a vere e proprie aste agguerrite per aggiudicarsi un suo pezzo originale. La sua capacità di scegliere i colori e di distribuirli sulla tela ha sollevato interrogativi profondi sulla natura della creatività e sulla possibilità che anche gli animali non umani possano possedere una forma di espressione estetica consapevole.
L’opera più celebre di Pigcasso, intitolata “Wild and Free”, è stata venduta nel 2021 per la cifra record di 25.000 dollari a un collezionista tedesco, Peter Esser. Questo successo ha permesso alla scrofa di accumulare, nel corso della sua carriera, oltre un milione di dollari. Ma la cosa più importante è che ogni centesimo guadagnato dalle vendite dei quadri è stato reinvestito nella gestione del rifugio e in campagne di sensibilizzazione contro gli allevamenti intensivi. Pigcasso non è solo un’artista; è diventata un’ambasciatrice globale per i diritti degli animali, dimostrando che ogni creatura, se posta nelle giuste condizioni, possiede una dignità e un valore che vanno ben oltre il suo peso in carne.
Gunther IV e l’eredità del cane più ricco del pianeta
Se Pigcasso ha costruito la sua fortuna con il “lavoro”, altri animali sono diventati milionari grazie a eredità leggendarie. Il caso più emblematico è quello di Gunther IV, un pastore tedesco che si dice abbia ereditato una fortuna stimata in oltre 400 milioni di dollari. La storia narra che la contessa tedesca Karlotta Leibenstein, alla sua morte nel 1992, lasciò tutto il suo patrimonio al suo amato cane Gunther III, il quale lo trasmise poi al figlio, Gunther IV. Questa immensa ricchezza è gestita con estrema cura da un gruppo di fiduciari e consulenti finanziari che si occupano di mantenere uno stile di vita incredibilmente lussuoso per l’animale. La vita di Gunther IV include soggiorni in ville da sogno a Miami (una delle quali, ironia della sorte, era appartenuta alla popstar Madonna), crociere su yacht privati, pasti preparati da chef personali a base di tartufo e bistecche di prima scelta, e un intero staff di personale dedicato esclusivamente al suo benessere e alla sua sicurezza. Ogni sua apparizione pubblica è un evento mediatico che attira l’attenzione di milioni di persone, curiose di vedere come vive il cane che possiede più di molti esseri umani.
Tuttavia, la storia di Gunther IV è avvolta nel mistero e nel sospetto. Molti investigatori e giornalisti hanno ipotizzato che l’intera vicenda sia una complessa operazione di marketing o una strategia per la gestione di fondi offshore. Nonostante i dubbi sulla veridicità dell’eredità originale, Gunther IV rimane un’icona della cultura pop, simbolo di un mondo dove l’amore per gli animali può raggiungere vette di stravaganza quasi surreali. La sua figura solleva interrogativi etici profondi sulla distribuzione della ricchezza e sulla legittimità di destinare patrimoni immensi a singoli animali mentre milioni di loro simili vivono in condizioni di sofferenza.
Choupette e le muse animali dell’alta moda
Nel panorama delle eroine animali milionarie, un posto d’onore spetta a Choupette, la gatta birmana che fu la compagna inseparabile dello stilista Karl Lagerfeld. Choupette non ha solo ereditato una parte della fortuna del suo proprietario, ma ha costruito un proprio impero finanziario attraverso contratti pubblicitari, collaborazioni con brand di cosmetici e persino una linea di accessori a lei dedicata. Con un patrimonio stimato in diversi milioni di euro, Choupette vive una vita di puro e incondizionato lusso, assistita h24 da due cameriere personali che si occupano della sua igiene, della sua alimentazione e del suo intrattenimento. La gatta viaggia esclusivamente su jet privati, spesso seduta in prima classe accanto al suo celebre proprietario, e possiede un corredo di accessori personalizzati che farebbe invidia a qualsiasi influencer di successo. La sua routine quotidiana è documentata sui social media, dove conta centinaia di migliaia di follower che seguono con ammirazione e un pizzico di invidia le sue avventure nel mondo dell’alta moda. Choupette non è solo un animale domestico, ma un vero e proprio brand vivente che continua a generare profitti anche dopo la scomparsa di Lagerfeld.
La figura di Choupette rappresenta l’evoluzione del concetto di “pet influencer”. Lagerfeld la considerava una vera e propria musa, capace di influenzare le sue creazioni e di diventare un’icona di stile a livello mondiale. Oltre al glamour, la storia di Choupette evidenzia come il legame affettivo tra uomo e animale possa trasformarsi in un potente motore economico. Molti critici vedono in queste ostentazioni di ricchezza un eccesso decadente, ma per i fan di Choupette, la gatta è il simbolo di un amore incondizionato che non conosce limiti di spesa. La sua presenza continua a dominare i social media, mantenendo viva l’eredità del suo celebre proprietario.
L’impatto etico e sociale delle fortune animali
L’esistenza di animali milionari solleva inevitabilmente un dibattito sulla moralità di tali ricchezze. Da un lato, storie come quella di Pigcasso mostrano come il successo economico di un animale possa essere utilizzato per scopi nobili, finanziando rifugi e promuovendo il benessere animale su scala globale. In questo caso, la ricchezza diventa uno strumento di attivismo sociale, capace di cambiare la percezione pubblica verso specie spesso considerate solo come risorse alimentari. Il maiale artista sfida i pregiudizi e invita a una riflessione più profonda sul nostro rapporto con la natura.
Dall’altro lato, eredità come quelle di Gunther IV o Choupette possono apparire come distorsioni di un sistema economico che privilegia il capriccio individuale rispetto alle necessità collettive. Tuttavia, è innegabile che queste storie catturino l’immaginazione collettiva, spingendo le persone a interrogarsi sul valore che attribuiamo alla vita animale. Che si tratti di talento artistico o di eredità milionarie, queste creature ci ricordano che gli animali non sono semplici oggetti, ma esseri capaci di generare emozioni, ispirazione e, in alcuni casi, imperi finanziari. Il futuro della convivenza tra specie passerà probabilmente anche attraverso una gestione più consapevole e solidale di queste risorse straordinarie.
In un’epoca di profondi cambiamenti sociali e culturali, le storie di queste eroine animali milionarie ci offrono una prospettiva assolutamente unica e a tratti spiazzante sulla complessità del mondo moderno. Ci insegnano con chiarezza che il successo e la notorietà possono arrivare dalle fonti più inaspettate e che la generosità umana verso gli animali può assumere forme incredibili, a volte rasentando l’assurdo. Che si tratti di una scrofa coraggiosa che dipinge con passione per finanziare la libertà dei suoi simili o di un cane fortunato che vive in una villa da sogno circondato da ogni comfort, queste storie rimarranno impresse indelebilmente nella nostra cultura contemporanea. Esse rappresentano la testimonianza vivente di un legame millenario tra uomo e animale che continua a evolversi in modi sorprendenti, provocatori e, come abbiamo visto, decisamente redditizi. Guardare a questi animali milionari significa, in ultima analisi, guardare allo specchio della nostra stessa umanità, fatta di eccessi, di amore incondizionato e di una costante ricerca di bellezza e significato in ogni forma di vita.
Il futuro ci riserverà probabilmente altre storie simili, man mano che la nostra comprensione delle capacità animali aumenterà e che le nuove tecnologie offriranno ulteriori piattaforme di visibilità per i nostri amici a quattro zampe. Forse, un giorno, non ci stupiremo più di vedere un maiale in una galleria d’arte o un gatto con un conto in banca a sei zeri, ma riconosceremo in questi fenomeni la naturale estensione di un mondo sempre più interconnesso e multispecie. Fino ad allora, continueremo a seguire con stupore le gesta di queste creature straordinarie, che con un colpo di pennello o un’eredità inaspettata, hanno saputo riscrivere le regole del gioco, ricordandoci che la ricchezza più grande rimane sempre quella del cuore e della condivisione.
- Fanpage.it. (2023, Luglio 27). La storia di Pigcasso, il maiale pittore che ha venduto quadri per un milione di dollari. https://www.fanpage.it/innovazione/scienze/la-storia-e-pigcasso-il-maiale-pittore-che-ha-venduto-quadri-per-un-milione-di-dollari/
- Corriere della Sera. (2021, Dicembre 19). «Pigcasso», le opere di questo maiale vendute a 27.000 dollari. https://video.corriere.it/pigcasso-opere-questo-maiale-vendute-27000-dollari/33ec14ec-60ae-11ec-94e5-d59794d52fbf
- Wikipedia. (2024). List of wealthiest animals. https://en.wikipedia.org/wiki/List_of_wealthiest_animals